Category Archives: crisi

Approvate mozioni a sostegno al sistema manifatturiero

“E’ significativo, ha detto il Segretario Generale CNA Sergio Silvestrini, che la Camera sia stata impegnata in un confronto di alto livello con mozioni proposte dagli esponenti più in vista dei gruppi parlamentari, rispetto allo stato di grave crisi in cui versa il sistema manifatturiero.” La Camera dei deputati ha infatti approvato martedì scorso 4 diverse mozioni che delineano un quadro organico di misure per fronteggiare la crisi del settore manifatturiero, con particolare riferimento al sistema delle piccole e medie imprese. L’importante risultato ha fatto seguito alle ripetute iniziative che la CNA ha promosso nei mesi scorsi, finalizzate a sollecitare il Governo e le sedi legislative affinché assumessero concrete iniziative mirate a contrastare le pesanti conseguenze della crisi finanziaria sul sistema produttivo del Paese. “E’ altrettanto significativo, ha continuato Silvestrini, che molte convergenze abbiano consentito l’approvazione di più mozioni presentate sia dalla maggioranza che dall’opposizione. Mi piace sottolineare che nel testo delle mozioni, così come nel dibattito, viene sempre richiamata la centralità della piccola impresa e vengono proposte misure di tutela esplicitamente mirate a questo comparto del nostro sistema produttivo. Dal sostegno ai consorzi fidi, alla riserva di quote per la piccola impresa negli appalti pubblici. Abbiamo ascoltato, ha concluso Silvestrini, anche posizioni nuove che fanno eco a nostre precise proposte. Ci auguriamo di verificarne la concreta proposizione nei provvedimenti che saranno in discussione con la finanziaria. Vedremo se si passerà dalle parole ai fatti”. Si tratta di un impegno dunque che sarà necessario verificare nel percorso di attuazione, fin dai prossimi provvedimenti all’attenzione del Governo e all’esame delle Camere, in vista di una sessione di bilancio che avrà al centro il tema della crisi.


Il Ministro dell’Economia e Finanze Tremonti incontra il Presidente CNA Malavasi

Il Presidente CNA Ivan Malavasi ha invitato, in primo luogo, il Governo a potenziare la garanzia pubblica, sbloccare i pagamenti per ridare credito e liquidità alle imprese ed, in secondo luogo, le banche a fare riferimento, nella concessione del credito, alle condizioni in essere a settembre 2008.

Nel corso dell’incontro odierno con il Ministro Tremonti, il presidente CNA Ivan Malavasi ha ricordato che due milioni di piccole imprese stanno soffrendo in maniera particolare la crisi e che c’è assoluto bisogno di misure veloci ed efficaci, sul fronte della domanda e del credito, a salvaguardia del sistema produttivo.

Ha quindi sollecitato il Governo a mantenere l’impegno di assicurare un’adeguata dotazione finanziaria al Fondo Centrale di Garanzia e procedere allo sblocco effettivo dei debiti della Pubblica amministrazione.

In secondo luogo il presidente della CNA ha avanzato la richiesta di un sostegno alle imprese che, negli anni recenti, hanno investito in nuove tecnologie e nuovi mercati ed oggi sono in difficoltà per gli impegni finanziari assunti. A questo riguardo c’è necessità di introdurre facilitazioni e meccanismi di garanzia per riscadenzare i pagamenti relativi ai finanziamenti ottenuti a fronte degli investimenti realizzati.

In questo momento diventa fondamentale l’atteggiamento del mondo del credito – ha proseguito Malavasi – che chiedendo al cliente di rientrare dalle sue posizioni debitorie, non può non tenere conto del costo sociale implicito nel fallimento che ne può conseguire ma soprattutto non può non valutare il costo della discontinuità che può essere maggiore di quello di far proseguire l’attività all’impresa esistente: la continuità aziendale assume un valore particolare, più alto che in condizioni normali.

Nella concessione del credito, la banca non può lasciarsi condizionare dalle difficoltà dell’impresa legate a temporanea carenza di ordini e liquidità, ma – secondo Malavasi – deve fare riferimento alle condizioni in essere a settembre 2008.

Un migliore rapporto con le banche si dovrebbe sostanziare anche superando la resistenza del mondo bancario a facilitare il consolidamento delle passività a breve delle piccole e piccolissime imprese per dare maggiore respiro alla gestione finanziaria ed evitare il rischio di revoche.

Agli impegni che lo Stato ha assunto nei confronti delle banche – ha concluso Malavasi – deve corrispondere l’effettiva assunzione di responsabilità di quest’ultime verso il mercato, in termini di trasparenza e di attenzione alla clientela.


A rischio 100.000 aziende italiane dell’aftermarket automobilistico

A rischio 100.000 aziende italiane dell’aftermarket automobilistico se non sarà rinnovato il regolamento europeo che scadrà in maggio 2010.

Sono 665.000 in tutta Europa le piccole e medie imprese nel settore dell’automotive aftermarket interessate al rinnovo del regolamento europeo (BER 1400/2002) che tutela la concorrenza ed il diritto di scelta dei consumatori nel settore automobilistico, che è in scadenza nel 2010. A livello europeo sono circa 4.000.000 gli addetti occupati in questo settore. In Italia le piccole e medie imprese nel settore del post-vendita automobilistico sono circa 100.000 ed occupano 350.000 addetti.

Questi dati sono stati diffusi nel corso della conferenza stampa di presentazione di R2RC, la campagna europea per il diritto all’autoriparazione, che si è tenuta oggi presso l’Associazione della stampa estera a Roma. Alla conferenza erano presenti i responsabili delle associazioni del Comitato Italiano di R2RC: Bruno Beccari, Presidente di Adira (Associazione Distributori Indipendenti Ricambi Autoveicoli); Mario Turco, responsabile nazionale CNA/Autoriparazione; Raffaele Cerminara, segretario nazionale Confartigianato/Autoriparazione; Renzo Servadei, segretario generale di Aica (Associazione Italiana Costruttori Autoattrezzature).

Sono intervenuti anche Bartolomeo Giachino, Sottosegretario ai Trasporti; l’On. Vito Bonsignore, vice capogruppo del PPE; Fabrizio Premuti, segretario nazionale Adiconsum; Claudio Paielli del Direttivo Nazionale Federconsumatori.

Dagli interventi dei relatori è emersa la necessità di una regolamentazione certa che assicuri la competitività nel settore dell’automotive aftermarket ed allo stesso tempo consenta alle piccole e medie imprese che vi operano di poter continuare la propria attività. “Il settore della manutenzione dell’auto – ha dichiarato Renzo Servadei, Segretario Generale di Aica – è tra i settori trainanti dell’economia italiana ed europea per numero di imprese, per addetti e per fatturato. Si tratta inoltre di un settore per sua natura non delocalizzabile, in quanto non possiamo far riparare l’auto in Paesi a basso costo del lavoro. Un settore così importante sia oggi che in prospettiva futura non può pertanto essere lasciato privo di una regolamentazione che ne esalti peculiarità e potenzialità. Tale regolamentazione è ancora più necessaria considerando che dà lavoro, solo in Italia, a circa 100.000 piccole e medie aziende”.

“Senza la possibilità di accedere, a costi ragionevoli, alle informazioni tecniche degli autoveicoli – ha aggiunto Raffaele Cerminara, Segretario Nazionale di Confartigianato/Autoriparazione – gli autoriparatori indipendenti non potrebbero effettuare una corretta diagnosi dei guasti e sarebbero privati del loro diritto di manutenere e riparare le auto. Verrebbe meno, così, la concorrenza nel mercato del post-vendita automobilistico, mentre gli automobilisti perderebbero la libertà di rivolgersi all’ autoriparatore di fiducia”. “Dal 2002 – ha sottolineato Mario Turco, responsabile nazionale CNA/Autoriparazione – il Regolamento di Esenzione per Categoria N° 1400/2002 (Decreto Monti) ha garantito una giusta ed effettiva concorrenza sia nel settore della distribuzione e vendita di nuovi autoveicoli che nel servizio di assistenza, riparazione e manutenzione a beneficio dei consumatori. Tale importantissimo regolamento scadrà a maggio 2010 ed il suo rinnovo é messo in dubbio dalla stessa Commissione Europea”.

Allo scopo di garantire a tutti gli operatori del settore un accesso equo e completo alle informazioni tecniche è stata lanciata a livello europeo (da Airc, Cecra, Egea, Fia, Figiefa e Firm) la Campagna per il diritto alla riparazione (R2RC) che riunisce le Associazioni di settore impegnate a tutelare il futuro dell’aftermarket automobilistico e la libertà di scelta da parte dei consumatori. “Alle Istituzioni Italiane ed in particolare oggi ai rappresentanti del Governo – ha concluso il presidente di Adira Bruno Beccari – chiediamo quindi maggiore attenzione e sensibilità per i problemi dell’ aftermarket indipendente e chiediamo espressamente che i tavoli di lavoro governativi siano aperti a tutto il comparto auto che, oltre ai costruttori, contempla la componentistica, la produzione di attrezzature da officina, la distribuzione di ricambi e le officine di riparazione e di revisione”.


Credito e artigianato, sostegno al settore

 

E’ il primo accordo di questo tipo in Italia. Obiettivo: introdurre ulteriori elementi di flessibilità nel rapporto tra BCC e imprese artigiane. Sostenendone gli investimenti produttivi.

Federcasse, l’associazione delle 440 Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali italiane, e CNA, Confartigianato, Casartigiani hanno sottoscritto oggi a Roma un protocollo di intesa finalizzato ad introdurre ulteriori elementi di flessibilità nel rapporto banca – impresa, a sostenere gli investimenti produttivi ed ottimizzare la gestione del profilo finanziario delle imprese artigiane.

L’accordo, firmato a Roma alla presenza del Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, è stato sottoscritto dal Presidente di Federcasse Alessandro Azzi e dai Presidenti di CNA Ivan Malavasi, Confartigianato Giorgio Guerrini, e Casartigiani Giacomo Basso.

Il Credito Cooperativo – si legge nel protocollo – “è consapevole che il mutato quadro macroeconomico pone gli operatori di fronte ad uno scenario di eccezionale gravità al quale è necessario far fronte con disponibilità e con adeguati e innovativi strumenti di sostegno”. Confartigianato, CNA e Casartigiani riconoscono invece “che le Banche di Credito Cooperativo, in quanto banche locali radicate nel territorio, sono un partner strategico per promuovere l’accesso al credito e ai servizi finanziari delle imprese associate”.

Tra gli obiettivi concreti dell’intesa:

· la definizione di accordi a livello locale volti ad introdurre elementi temporanei di flessibilità nella gestione dei rimborsi rateali del crediti in bonis, anche tramite la sospensione parziale o totale della rata di rimborso per un periodo dai 12 ai 18 mesi;

· la possibilità di sostenere le esigenze di cassa delle imprese artigiane e la rinegoziazione delle loro esposizioni a breve;

· la promozione di forme di finanziamento degli investimenti che tengano conto, nei piani di rimborso, del profilo temporale dei flussi di cassa derivanti dagli investimenti effettuati;

· favorire il coinvolgimento e la valorizzazione dei Confidi nel loro ruolo di mitigazione del rischio di credito.

Contestualmente, il Credito Cooperativo e le Associazioni Artigiane si impegnano a promuovere forme e modalità di assistenza e consulenza finanziaria congiunta BCC– Associazioni Artigiane – Confidi, finalizzate all’ottimizzazione del profilo finanziario delle imprese; studiando inoltre possibili forme congiunte di gestione delle crisi aziendali. Infine, l’accordo prevede l’attivazione di un Osservatorio che, attraverso la rielaborazione di dati statistici di settore, consenta una corretta interpretazione della relazione tra il sistema del credito e le piccole imprese italiane.

Il protocollo firmato oggi consentirà di definire degli Accordi territoriali tra Associazioni Artigiane e Federazioni Locali delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali, al fine di adattare le previsioni dell’accordo alla specificità dei mercati locali.

Particolare soddisfazione per il protocollo di intesa è stata espressa dal Presidente della Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo Alessandro Azzi: “Si tratta di un accordo unico ed innovativo. Mentre si discute dei rischi del credit crunch alle imprese, le BCC e le Associazioni Artigiane hanno definito un percorso comune in piena autonomia, capace di venire incontro alle reali esigenze delle imprese di settore”. “Le BCC – tiene a precisare Azzi – in questo modo confermano la loro tradizionale vocazione anticiclica e la vicinanza ad un settore che sentono particolarmente prossimo in termini di localismo e di valorizzazione delle migliori esperienze produttive dei nostri territori”. Per Azzi, infine, “le BCC sono orgogliose di non aver ridotto il credito alle imprese ed alle famiglie, come testimoniano gli ultimi dati che certificano, al dicembre 2008, un livello degli impieghi cresciuto del 12% su base annua, con un ammontare di oltre 118 miliardi di euro”. “In particolare – sottolinea Azzi – gli impieghi delle BCC alle imprese artigiane rappresentano il 21,8% dei crediti al settore dell’intero sistema bancario”.

Per il Presidente di CNA Ivan Malavasi, “l’accordo sottoscritto oggi con Federcasse ha per noi grande importanza”. “La crisi economica sta duramente colpendo le piccole imprese. Mai come in questo momento vi è la necessità di sostenere concretamente il vero patrimonio del nostro Paese: il 95% delle imprese italiane”. Un patrimonio economico, culturale e sociale – dice Malavasi – che probabilmente sta pagando il prezzo più alto di questa crisi: le grandi imprese e la Pubblica Amministrazione ritardano i pagamenti, si perdono dipendenti che sono la nostra ultima risorsa a cui rinunciare, diminuiscono le commesse e i canali del credito risultano sempre più in secca”. Auspico che il protocollo sottoscritto con Federcasse – dice ancora il Presidente di CNA – possa essere un traino positivo, forte e convinto per tutte le 440 Banche di Credito Cooperativo presenti sul territorio nazionale a sostegno dell’artigianato e della piccola impresa. E’ di questo che c’è bisogno oggi”. “Nel protocollo – conclude Malavasi – si afferma un principio cui attribuisco grande valore: un lavoro comune tra singole BCC e strutture territoriali delle Confederazioni per stare al fianco e consigliare gli imprenditori sul piano della scelta dei prodotti finanziari, per la ristrutturazione delle esposizioni, per le loro esigenze di cassa, per gli investimenti, e non solo”. “Questa è la strada giusta: lavoriamo assieme nell’interesse delle imprese e del nostro Paese”.

Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini apprezza i contenuti del Protocollo d’intesa e, in particolare, sottolinea “l’importanza dei criteri di flessibilità nella gestione dei rimborsi rateali del crediti in bonis”. “Si tratta – ha spiegato Guerrini – di un segnale tangibile di attenzione alle piccole imprese le quali, nonostante la crisi, non hanno perso la voglia di investire e di reagire alla congiuntura negativa. Questa loro propensione trova utili risposte nelle banche più radicate nel territorio, come gli istituti di credito cooperativo, che da sempre si mostrano concretamente sensibili alle esigenze di sviluppo degli imprenditori”.

Il presidente di Casartigiani, Giacomo Basso, esprimendo apprezzamento per il protocollo d’intesa, sottolinea: ”Il movimento di sostegno e di credito delle Casse Rurali ed Artigiane già negli anni ’70 fu determinante per la nascita di una miriade di imprese artigiane e la crescita di un tessuto imprenditoriale di cui l’artigianato è matrice. In questo momento di difficoltà, anche questo nuovo accordo tra le BCC e le Organizzazioni dell’artigianato diviene nuovamente importante e determinante per il sostegno alle imprese e per uscire presto dalla crisi”.