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A rischio 100.000 aziende italiane dell’aftermarket automobilistico

A rischio 100.000 aziende italiane dell’aftermarket automobilistico se non sarà rinnovato il regolamento europeo che scadrà in maggio 2010.

Sono 665.000 in tutta Europa le piccole e medie imprese nel settore dell’automotive aftermarket interessate al rinnovo del regolamento europeo (BER 1400/2002) che tutela la concorrenza ed il diritto di scelta dei consumatori nel settore automobilistico, che è in scadenza nel 2010. A livello europeo sono circa 4.000.000 gli addetti occupati in questo settore. In Italia le piccole e medie imprese nel settore del post-vendita automobilistico sono circa 100.000 ed occupano 350.000 addetti.

Questi dati sono stati diffusi nel corso della conferenza stampa di presentazione di R2RC, la campagna europea per il diritto all’autoriparazione, che si è tenuta oggi presso l’Associazione della stampa estera a Roma. Alla conferenza erano presenti i responsabili delle associazioni del Comitato Italiano di R2RC: Bruno Beccari, Presidente di Adira (Associazione Distributori Indipendenti Ricambi Autoveicoli); Mario Turco, responsabile nazionale CNA/Autoriparazione; Raffaele Cerminara, segretario nazionale Confartigianato/Autoriparazione; Renzo Servadei, segretario generale di Aica (Associazione Italiana Costruttori Autoattrezzature).

Sono intervenuti anche Bartolomeo Giachino, Sottosegretario ai Trasporti; l’On. Vito Bonsignore, vice capogruppo del PPE; Fabrizio Premuti, segretario nazionale Adiconsum; Claudio Paielli del Direttivo Nazionale Federconsumatori.

Dagli interventi dei relatori è emersa la necessità di una regolamentazione certa che assicuri la competitività nel settore dell’automotive aftermarket ed allo stesso tempo consenta alle piccole e medie imprese che vi operano di poter continuare la propria attività. “Il settore della manutenzione dell’auto – ha dichiarato Renzo Servadei, Segretario Generale di Aica – è tra i settori trainanti dell’economia italiana ed europea per numero di imprese, per addetti e per fatturato. Si tratta inoltre di un settore per sua natura non delocalizzabile, in quanto non possiamo far riparare l’auto in Paesi a basso costo del lavoro. Un settore così importante sia oggi che in prospettiva futura non può pertanto essere lasciato privo di una regolamentazione che ne esalti peculiarità e potenzialità. Tale regolamentazione è ancora più necessaria considerando che dà lavoro, solo in Italia, a circa 100.000 piccole e medie aziende”.

“Senza la possibilità di accedere, a costi ragionevoli, alle informazioni tecniche degli autoveicoli – ha aggiunto Raffaele Cerminara, Segretario Nazionale di Confartigianato/Autoriparazione – gli autoriparatori indipendenti non potrebbero effettuare una corretta diagnosi dei guasti e sarebbero privati del loro diritto di manutenere e riparare le auto. Verrebbe meno, così, la concorrenza nel mercato del post-vendita automobilistico, mentre gli automobilisti perderebbero la libertà di rivolgersi all’ autoriparatore di fiducia”. “Dal 2002 – ha sottolineato Mario Turco, responsabile nazionale CNA/Autoriparazione – il Regolamento di Esenzione per Categoria N° 1400/2002 (Decreto Monti) ha garantito una giusta ed effettiva concorrenza sia nel settore della distribuzione e vendita di nuovi autoveicoli che nel servizio di assistenza, riparazione e manutenzione a beneficio dei consumatori. Tale importantissimo regolamento scadrà a maggio 2010 ed il suo rinnovo é messo in dubbio dalla stessa Commissione Europea”.

Allo scopo di garantire a tutti gli operatori del settore un accesso equo e completo alle informazioni tecniche è stata lanciata a livello europeo (da Airc, Cecra, Egea, Fia, Figiefa e Firm) la Campagna per il diritto alla riparazione (R2RC) che riunisce le Associazioni di settore impegnate a tutelare il futuro dell’aftermarket automobilistico e la libertà di scelta da parte dei consumatori. “Alle Istituzioni Italiane ed in particolare oggi ai rappresentanti del Governo – ha concluso il presidente di Adira Bruno Beccari – chiediamo quindi maggiore attenzione e sensibilità per i problemi dell’ aftermarket indipendente e chiediamo espressamente che i tavoli di lavoro governativi siano aperti a tutto il comparto auto che, oltre ai costruttori, contempla la componentistica, la produzione di attrezzature da officina, la distribuzione di ricambi e le officine di riparazione e di revisione”.